Qualcuno l’avrà dimenticato, questo Patch Adams della Cecchignola che fino a pochi anni fa collaborava conla Direzione Generale dei Servizi di Medicina Sociale del Ministero della Sanità e col Consiglio Superiore di Sanità. Pier Luigi Lando, medico specializzato in igiene e neuropsichiatria infantile, oggi ha ottantadue anni, e gli sembrano passati secoli da quando il suo studio romano si affollava di colleghi e studenti solleticati da quel modo non convenzionale di trattare la medicina, da quelle intuizioni “dissacranti” se viste con gli occhi dello scienziato che però – stando alla contabilità medica che esibisce con orgoglio – hanno fatto bene alla salute di tanti pazienti. La buona notizia è che il passato è tornato, perché il dottor Pier Luigi ha deciso di (ri)aprire le porte dei suoi archivi, che custodisce gelosamente a casa, decine e decine di saggi, scritti, sperimentazioni, a chi è interessato, medici, psicologi, matricole dell’università: questo signore vuole riorganizzare gruppi di studio per far fruttare, è giunto il momento, anni e anni di lavoro. Vuole ripartire dalla cura dei carcerati, e dei bambini.
In veste di medico ha operato in vari angoli del mondo, dalla Svizzera a New York, dalla Gran Bretagna alla Calabria. Con l’esperienza, sono maturate anche convinzioni che, non sempre, combaciavano con le spiegazioni scientifiche, con l’approccio medicalizzato: ha coniato nuovi termini, per esempio ecologia psico-sociale per intendere la psichiatria, “perché i disturbi vanno ricercati nel passaggio dall’ecosistema uterino a quello sociale”; al posto degli psicofarmaci nel suo studio teneva racchette da tennis o scatoloni di cartone da usare come pungiball, “perché la psichiatria è tutta una questione di tensioni, i pazienti si calmano così e non con la camicia di forza”; per i bimbi pensa ad un approccio graduale alla scuola, “bisogna fare prevenzione, quindi il primo anno è tutto di giochi, perché è vero che giocando si impara” e ai carcerati “perché la maggior parte delle problematiche derivano dal mondo famigliare nella fase dell’infanzia, non ne sono responsabili i diretti interessati”.
Pier Luigi ha già contattato la Banca del Tempo per mettere a disposizione le sue conoscenze, senza chiedere nulla in cambio. E ora cerca alleati, per ricominciare, a ottantadue anni, a sentirsi utile per nuovi pazienti: “Sono in pensione, è vero, ma ho la fortuna di avere ancora una memoria di ferro – conclude – se trovassi dei buoni interlocutori si potrebbero realizzare ancora tanti progetti in ambito medico, a partire da scuole e carceri”.
Info www.pierluigilando.net
email
Facebook share
Twitter
Del.icio.us
Google Bookmarks
LinkedIn






grazie al signor Pier Luigi per quello che vuole fare…un appello a tutte queste persone con conoscenze, esperienze e sensibilità affinché possano seguire questo esempio.
Bene se non c’è uso di psicofarmaci, cioe’ droghe, tutto va bene le persone possono essere riabilitate con il miglioramento personale.Attenti ai psichiatri sono al lavoro x aberrare l’umanita’,!!!!!Malattie inventate ma sopratutto prive di alcun fondamento scientifico, attenti ai vostri figli ora anche nel grembo materno!!!!