Una passione per le “stelle”

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Ha passato la sua vita a scovare e premiare chi famoso lo era già, chi lo sarebbe diventato, e chi lo era nel senso non convenzionale del termine, come medici, diplomatici, giornalisti. Giancarlo Mucci, ex attore, ex regista, ex sceneggiatore, ma soprattutto ideatore del Premio Città di Roma, nel ’73 ha organizzato la prima edizione di un evento che il mondo dello spettacolo e della cinematografia conosce molto bene.

Questa serata oggi non esiste più: “Costa troppo per me”. Giancarlo, 71enne, ha sempre finanziato da sé la manifestazione, o sarebbe meglio dire ha sempre investito quelle poche risorse della pensione in quello che, col tempo, è diventato motivo di orgoglio più che un impegno: “Ci ho sempre rimesso soldi di tasca mia – ammette – ma l’ho fatto volentieri per l’amore che nutro per l’arte, per la cultura e lo spettacolo”. La sua passione, nei fatti, si è tradotta in aiuto per tanti, soprattutto per quei personaggi in cerca d’autore che, forse, senza quel trampolino ora non sarebbero dove sono: “Segnalando di anno in anno artisti noti, ma anche meno conosciuti, ho dato loro grande visibilità, contribuendo a rendere più consapevole Roma dei talenti cui aveva dato luce”.

Le prime serate, correva l’anno ’73, Giancarlo le organizzò al Titan Club, storico locale della Capitale: nelle foto dell’epoca si riconoscono una giovanissima Ilona Staller, poi Donatella Rettore, Leo Gullotta, Enzo Paolo Turchi, ancora Pippo Franco e Flavio Insinna, ma anche “famosi” che non erano e non sono mai diventati “vip”, come medici, giocolieri, cooperative sociali e giornalisti che si sono distinti nel loro campo, lontano dai riflettori.

“Erano bei tempi – racconta oggi Giancarlo con una punta di amarezza, che probabilmente nasconde anche un appello – se ci fosse qualcuno disposto a finanziare parte dell’evento, mi rimetterei al lavoro subito, domani. Con la mia pensione non ci riesco più ma è un peccato per tutta la città”. Del resto, assicura, lui non ci ha mai guadagnato nulla: “Era però importante per Roma, vedere premiate le sue eccellenze”.

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